Etica e sostenibilità nella produzione aziendale di Dyson, Ghd e Philips

Etica e sostenibilità nella produzione aziendale di Dyson, Ghd e Philips

Il tema dello sviluppo sostenibile è una delle questioni più importanti a cui rispondere per quanto riguarda lo sviluppo di processo. Se gli odierni sistemi di sviluppo saranno sostenuti ancora per lungo tempo ci sarà un crollo del sistema di produzione a livello mondiale.

Proprio per questo motivo, è sempre maggiore l’attenzione di piccole e grandi aziende verso la sostenibilità ambientale apportando modifiche e miglioramenti ai processi produttivi. Il mondo che ci circonda ha bisogno di rispetto e di essere difeso. In questo, le aziende e le industrie hanno un ruolo fondamentale e devono creare efficienza.

Bisogna adottare le giuste strategie che portano alla realizzazione di uno sviluppo ecologisti/ecologico che mira a far produrre e consumare in maniera etica/etico per ridurre l’impatto ambientale.

Un esempio e un apripista è Google che, entro il 2030, punta a diventare la prima grande azienda a operare senza emissioni di CO2, permettendo a tutti di prendere parte alle soluzioni per il cambiamento climatico.

Integrare la sostenibilità ambientale nella propria politica aziendale significa distinguersi, grazie ai valori trasmessi, ma anche ottenere un vantaggio competitivo rispetto alle aziende meno sensibili riguardo questo tema.

Cos’è la vera sostenibilità?

Una concreta sostenibilità si raggiunge soltanto con una visione strategica che comprende tutte le aree aziendali. È, infatti, fondamentale agire nei settori di:

  • produzione di energia da fonti alternative;
  • recupero di scarti;
  • ottimizzazione della logistica;
  • innovazione;
  • efficienza nei processi produttivi.

Cos'è la vera sostenibilità

La filosofia produttiva di Dyson

Dyson Ltd è una famosa azienda inglese che progetta e produce elettrodomestici con sede a Singapore, dove possiede uno stabilimento produttivo altamente efficiente ed avanzato.

È nota per la produzione di dispositivi innovativi come aspirapolveri, asciugacapelli e asciugamani elettrici ma ha da poco annunciato l’arrivo di un modello di piastra per capelli rivoluzionaria, Corrale. Questo particolare modello di piastra per capelli sfrutta una serie di tecnologie rivoluzionarie che innovano un oggetto tradizionale.

L’azienda ha lavorato per ben 7 anni su questo progetto dimostrando, così, la determinazione nel cercar di risolvere problemi dei propri consumatori e portare innovazione. Questo impegno è stato perseguito anche nella creazione di un processo produttivo ecologico.

L’ etica/etico e la sostenibilità di Dyson

Gli ingegneri dell’azienda hanno l’obiettivo di migliorare il mondo, aumentare l’efficienza e abbattere lo spreco di risorse. L’obiettivo è fondamentale nell’approccio lavorativo dell’azienda e si cerca di sfruttare le competenze scientifiche e ingegneristiche per riuscire a ridurre l’impatto ambientale.

Questa filosofia è alla base della produzione di Dyson, ma l’azienda mira ad aumentare gli sforzi e fare ancora di più in ambito ecologisti/ecologico. La sostenibilità è, quindi, al centro delle attività di Dyson ed è conquistata sia grazie a moderne tecnologie, ricerca scientifica avanzata, spazi di lavoro adeguati e attività filantropiche sia educando dipendenti, proprietari e comunità a scegliere azioni e comportamenti ecosostenibili.

Le azioni sostenibili

Era il 1993 quando Dyson affronta il primo step green: l’eliminazione del sacchetto dagli aspirapolveri. I sacchetti, infatti, rappresentano un notevole spreco e sono costruiti con materiali plastici che riempiono le discariche e inquinano i nostri mari.

Nel 1995, invece, realizza il primo prodotto da materiale riciclato, un aspirapolvere realizzato completamente con plastica riciclata. Sebbene oggi sia comune trovare sul mercato prodotti costruiti con materiali di riciclo, in quegli anni era una scelta insolita e controcorrente.

Nel corso degli anni, l’azienda ha anche sviluppato altre tecnologie che avevano come obiettivo la massima efficienza, unita al rispetto per l’ambiente. Sono stati realizzati dei filtri durevoli e una lavatrice che limitava i consumi di acqua.

Sostenibilità, però, significa anche ricerca e sviluppo. Proprio per questo, Dyson ha istituito la Fondazione James Dyson che sostiene la formazione in ambito ingegneristico, la ricerca medica e la comunità locale.

Oltre la valenza etica/etico di questa iniziativa, l’azienda ha utilizzato il talento dei giovani ingegneri per sviluppare nuove tecnologie che sono riuscite a tutelare l’ambiente. Un esempio, la ricerca sui motori, sempre più piccoli e potenti, che hanno permesso a Dyson di migliorare l’efficienza di prodotti come gli aspirapolvere e realizzare il suo primo asciugacapelli.

L’innovazione ha portato anche a migliorare la qualità e l’efficienza delle batterie, grazie anche alle conoscenze in campo chimico e delle scienza dei materiali. Parallelamente alla qualità di questi prodotti, è stata posta attenzione alla sostenibilità. Le batterie Dyson, infatti, producono energia pulita e sicura, senza elettroliti liquidi.

Negli ultimi anni, sono stati fatti ulteriori passi avanti nelle azioni sostenibili. Dyson ha iniziato a produrre energia pulita e lo ha fatto utilizzando la digestione anaerobica, una tecnica che alimenta le turbine grazie a gas da biomasse. Il materiale di scarto non viene perso ma può essere utilizzato per fertilizzare i terreni e arricchire il raccolto.

L’energia elettrica viene, invece, utilizzata per alimentare abitazioni e aziende agricole. Dyson ha, infatti, iniziato a coltivare i campi in modo sostenibile, prestando attenzione al minor uso di prodotti chimici e alla biodiversità.

La produzione di Ghd: etica/etico e innovazione

Ghd, fondata nel 2001 da Martin Penny, Robert Powls e Gary Douglas, è un’azienda leader inglese, con sede a Leeds, che si è imposta nel settore beauty. I fondatori, hanno rilevato un brevetto per stirare i capelli da un ingegnere coreano. Da quel momento l’ascesa di prodotti come piastre per capelli, asciugacapelli e spazzole è stato incontenibile.

Ghd è un acronimo del payoff aziendale, ovvero “Good hair day”, espressione che in lingua inglese è utilizzata per dire che tutto va bene (letteralmente, invece, sta per “buona giornata per i capelli”).

Tra i prodotti più noti e di maggior successo c’è la piastra per capelli. La Ghd nasce, infatti, con l’idea di produrre una piastra per capelli in ceramica e non più in metallo, limitando i danni provocati ai capelli dalle alte temperature.

La piastra per capelli Ghd è un prodotto altamente tecnologico , dal design ricercato e dalle caratteristiche che si adattano ad ogni tipo di capello.

Il brand si è espanso in tutta Europa e in Italia è presente sin dal 2004. Successivamente, ha varcato i confini europei imponendosi nel mercato del Nord America e dell’Australia.

Dopo aver allargato la sua diffusione nel settore professionale, è stata ampliata la vendita anche al dettaglio e nel digitale, tramite e-commerce. Inoltre, Ghd è stata inserita nella divisione Coty Professional Beauty, che persegue diversi valori di sostenibilità come:

  • Riduzione delle emissioni assolute di CO2;
  • Diminuzione del consumo di energia e passaggio, entro il 2030, al 100% di energia rinnovabile;
  • Riciclo dell’80% dei rifiuti generati;
  • Utilizzo di packaging ecologisti/ecologico e sostenibile;
  • Ottenimento di obiettivi di sostenibilità sociale.

Ghd è molto legata anche ad eventi globali famosi come il Victoria’s Secret Fashion Show e cura le acconciature di famose star di Hollywood come Gwyneth Paltrow e Jennifer Aniston, esempio del forte appeal anche nel mondo delle celebrità.

Il charity e il legame con le celebrità

Come appena accennato, il brand collabora con molte celebrità del mondo della moda e dello spettacolo, oltre che essere main sponsor di eventi mondiali. Hanno collaborato con Ghd anche personaggi del calibro di Madonna, Katy Perry (per circa due anni volto mondiale del brand) e Victoria Beckham con la quale è stato instaurato un rapporto di partnership per l’organizzazione delle sue sfilate di moda.

Il messaggio che l’azienda vuole far arrivare alle proprie clienti è che la bellezza, raggiunta e ricercata nelle celebrità, può essere ottenuta da ogni donna, grazie alle performance e il design dei prodotti di Ghd che assicurano uno stile superiore e unico ai capelli.

Ma il brand non è solo glamour ed eventi mondani. È molto più. L’etica è una parte fondamentale nei valori dell’azienda inglese. Infatti, vengono intraprese, continuamente, collaborazioni con associazioni impegnate nella lotta al tumore al seno. Negli ultimi anni sono stati raccolti più di 11 milioni di euro. Una delle ultime iniziative intraprese è il supporto al progetto “Pink is good” della Fondazione Veronesi. Contestualmente, è stata lanciata l’edizione limitata Pink Blush Collection.

Innovazione produttiva

Il prodotto di punta di Ghd, la piastra per capelli, e tutti gli altri strumenti di bellezza Ghd hanno performance elevate. Queste caratteristiche sono state raggiunte, nel tempo, grazie al lavoro di un team di 60 scienziati che sviluppa tecnologie innovative. Le piastre per capelli, ad esempio, sono state realizzate per lavorare ad alte temperature (185 gradi) senza causare danni ai capelli. Questo grazie all’integrazione di sensori smart. L’ultimo in ordine di tempo è il “Tri-zone”, tre sensori che riescono a misurare tre diversi punti di calore lungo ogni lamella per ottenere risultati perfetti su ogni tipologia di capello.

L’impegno sostenibile di Philips

La Philips è una multinazionale olandese, con sede legale ad Amsterdam, fondata ad Eindhoven nel lontano 1891. Conosciuta per più di un secolo tra le principali aziende mondiali nel settore elettronico, dal 2011 ha deciso di scorporare la produzione e vendere questa tipologia di attività per concentrarsi sempre di più nelle nuove tecnologie per la salute, la cura e il benessere della persona e in strumenti ed apparecchi elettronici per uso medicale.

Philips, infatti, ha avuto gran successo nel settore della cura personale, a livello globale, soprattutto con la produzione di spazzolini elettrici. Secondo i tester di Consumer Report, Philips è tra i marchi intoccabili in termini di qualità.

La serie di spazzolini Sonicare di Philips testata da MyBeautik sono un esempio di tecnologia innovativa ed esperienza di pulizia dentale personalizzata, per una migliore e più efficace routine di igiene orale.

Ma, le soluzioni elettriche, sono anche un esempio di soluzione sostenibile. I classici spazzolini in plastica impiegano un tempo infinito a decomporsi, danneggiando irrimediabilmente l’ambiente, mentre gli spazzolini elettrici (pur essendo realizzati anch’essi in plastica) hanno un ciclo di vita lungo e non vanno sostituiti ogni tre mesi (come suggerito da fonti autorevoli come l’ADA, American Dental Association), o comunque al deterioramento della testina.

Philips è impegnata nel raggiungimento di obiettivi ambientali sostenibili, non solo innovando con soluzioni sempre più tecnologiche, come l’esempio appena citato degli spazzolini elettrici, ma anche innovando il ciclo produttivo. Infatti, l’azienda olandese sta lavorando per ridurre il proprio impatto ecologisti/ecologico in tutta la catena produttiva. Questo approccio è in linea con lo scenario di riscaldamento globale di 1,5°C, messo in evidenza dalla Convenzione delle nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dall’Accordo di Parigi.

Philips investe risorse umane ed economiche per l’innovazione e la ricerca nelle tecnologie green, ottenendo diversi riconoscimenti per la riduzione delle emissioni e lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio. Le soluzioni studiate dall’azienda permettono ai consumatori di contribuire, con piccole azioni quotidiane, a tutelare la salute del pianeta.

Inoltre, oltre ai valori ambientali, Philips ha intrapreso una campagna etica/etico per migliorare l’accesso alle cure. Questa iniziativa nasce da un dato allarmante: la metà della popolazione mondiale non ha ancora accesso all’assistenza sanitaria. Philips, quindi, vuole espandere l’accesso a cure convenienti e di qualità grazie anche alla Philips Foundation istituita per ridurre le disuguaglianze sanitarie ed offrire un accesso all’assistenza sanitaria per le comunità svantaggiate, grazie anche all’innovazione digitale e tecnologica.

Gli obiettivi di sostenibilità 2020-2025

Philips ha in agenda una serie di interventi sui piani Ambientale, Sociale e di Corporate Governance (ESG), fondamentali nella strategia aziendale compresa nel periodo 2020-2025. Entro questo quinquennio, infatti, Philips vuole ricavare il 75% del consumo totale d’energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, ci sarà un incremento del 10% delle vendite di soluzioni basate su economia circolare e verranno inviati zero rifiuti in discarica.

Gli ingenti investimenti verso un processo produttivo ecologico e sostenibile porteranno alla progettazione del 100% dei prodotti e servizi seguendo i requisiti EcoDesign per ottimizzarne l’efficienza energetica. L’obiettivo è ottenere il 25% del fatturato dai prodotti ‘Eco-Hero’, ovvero quei prodotti e soluzioni innovativi e sostenibili.

Conclusioni

Da questo viaggio nel modello di produzione di grandi brand come Dyson, Ghd e Philips si evince come la sostenibilità sia un asset sempre più importante per le aziende.

L’impegno nel prevenire danni alla salute dell’ambiente attraverso un processo di produzione ecologico non è solo una questione di etica/etico, ma una grande opportunità di sviluppo e di immagine per le imprese. L’attenzione verso la sostenibilità, infatti, incrementa la reputazione presso i consumatori, i clienti e gli investitori.