Elefanti specie a rischio

Elefanti specie a rischio: come e perché proteggere Dumbo

Il 25 marzo 2021 l’IUCN (International Union for Conservation of Nature), l’Agenzia internazionale di monitoraggio e tutela dell’ambiente, ha inserito nella lista rossa degli animali a rischio di estinzione entrambe le specie di elefanti africani.
Sebbene questa notizia accenda i riflettori su di un problema più ampio come la salvaguardia degli ecosistemi, la possibile estinzione degli elefanti nel Continente Nero rischia di trasformarsi nella miccia capace di far esplodere definitivamente i precari equilibri che garantiscono la salute dell’intero pianeta.
Sono molte le ricerche che mettono in luce i devastanti effetti della scomparsa degli elefanti dall’Africa e dal Sud-Est asiatico, ambienti sempre più costretti a trovare soluzioni efficaci per un sano rapporto tra uomo e natura.
Fortunatamente oggi sono molte le associazioni animaliste che si stanno occupando in modo etico della situazione ma ci sono delle piccole pratiche che possiamo attuare anche a chilometri di distanza, ponendo la giusta attenzione alle nostre azioni e promuovendo uno stile di vita più etico e una maggiore sostenibilità.

Elefante: la minaccia è l’uomo

Delle decine di specie appartenenti all’ordine dei proboscidati che hanno popolato il nostro pianeta, oggi ne sopravvivono solamente due: l’elefante africano (di foresta e di savana), il più grande mammifero del mondo, e quello asiatico, dalle dimensioni più piccole.
Il motivo della riduzione del numero di esemplari è in larga parte dovuto all’uomo: il bracconaggio e la modifica degli habitat sono da considerare i principali responsabili della scelta dell’IUCN che ha messo in allarme molte associazioni animaliste.
Si stima che nel periodo compreso tra il 2006 e il 2015 la popolazione della specie africana sia diminuita del 62%, con una perdita di 111.000 animali.
Il commercio dell’avorio, in particolare, è il motore che muove il bracconaggio; nel 1989 il mercato internazionale di questo materiale venne chiuso per tutelare i pachidermi, ma nel 2007 la CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) ha consentito a Sudafrica, Namibia, Botswana e Zimbabwe di vendere in maniera “legale” alla Cina l’avorio accumulato nei vent’anni della moratoria, dando di fatto nuovo slancio al mercato nero.
Negli elefanti africani entrambi i sessi sono dotati di zanne e per questo non è raro che i cuccioli (che dipendono dalla madre fino ai 6 anni) rimangano presto orfani con buona probabilità di non sopravvivere.
Nella specie asiatica solo i maschi hanno le zanne; sebbene questo metta al riparo le elefantesse dal bracconaggio, implica anche un numero molto ridotto di maschi per ogni femmina con un drastico calo delle nascite.

Perché salvare gli elefanti

Gli elefanti non sono solo animali particolarmente intelligenti, ma hanno anche un fondamentale ruolo biologico all’interno del loro habitat, al punto che la loro estinzione potrebbe compromettere la salute del pianeta.
Occuparsi della tutela di questi animali è da considerare un dovere etico per chiunque abbia a cuore il destino della Terra. Vediamo perché.

La scomparsa della savana

Secondo uno studio dei ricercatori dell’Università di Pretoria, attraverso le loro feci gli elefanti sarebbero in grado di diffondere i semi nella savana fino a 65 km di distanza dal luogo in cui consumano il pasto, un record superato solo da alcune specie di uccelli migratori.
La diffusione su territori molto ampi dei semi consente la proliferazione delle specie arboree, riducendo la concorrenza tra le piante e garantendo una ricchezza biologica altrimenti impossibile.
Si stima, inoltre, che l’estinzione degli elefanti avrà come diretta conseguenza una riduzione della biodiversità vegetale variabile tra il 5 e il 20%. Le conseguenze per il suolo e la qualità dell’aria sarebbero devastanti considerando che, dopo la foresta amazzonica, quelle africane sono considerate le più importanti consumatrici di anidride carbonica al mondo.

Ricchezza biologica

La loro enorme mole rende gli elefanti animali capaci di modificare il paesaggio con la sola presenza; sono in grado di aprire percorsi migratori per gli altri animali, rendere il terreno molto fertile attraverso i loro escrementi e persino fornire acqua attraverso le loro zanne.
Uno studio ha messo in luce anche la funzione di questi mammiferi come riparo per altre specie – soprattutto volatili – che dipendono dalla loro presenza.
Gli elefanti sono dunque garanzia di biodiversità!

Conseguenze per l’uomo

La scomparsa degli elefanti implica conseguenze molto serie anche per gli esseri umani: molte popolazioni locali vivono del turismo generato dai safari fotografici che hanno come protagonista proprio questo animale.
Una recente ricerca evidenzia che la perdita di questo patrimonio (e le conseguenze ambientali) costringerebbero le popolazioni locali a migrazioni di massa in paesi più ricchi.

Quanto vale un elefante

Il valore commerciale delle zanne d’avorio si aggira attorno ai 20.000 € e questo alimenta il bracconaggio e il mercato nero.
Uno studio dell’associazione David Sheldrick Wildlife Trust ha però evidenziato che il valore economico legato al turismo etico di un singolo elefante durante la sua vita (di circa 70 anni), arriva a 1,4 milioni di Euro.
Diventa evidente che il giro d’affari legato alla salvaguardia degli elefanti è preferibile al commercio delle loro zanne!

Elefante e uomo: destini simili

Gli elefanti moderni hanno subito un processo evolutivo molto simile a quello della specie umana: entrambi si sono evoluti in Africa all’incirca nello stesso periodo, hanno evidenziato un forte sviluppo del cervello e hanno imparato a vivere in gruppi sociali estremamente complessi.
Questi pachidermi dimostrano una straordinaria intelligenza, di saper costruire attrezzi utili ai loro scopi e una forte empatia; mostrano dolore per le loro perdite, entusiasmo per i successi, sono capaci di riconoscere la tristezza e mettono in atto un processo che gli specialisti definiscono “consolatorio” nei confronti dei loro simili.
Alcune ricerche evidenziano anche la loro consapevolezza di sé.
Studiare gli elefanti è un modo indiretto per conoscere meglio noi stessi.

Cosa possiamo fare

Cosa possiamo fare

Nonostante la situazione precaria, l’elefante è uno degli animali più amati al mondo e sono molte le associazioni animaliste che si muovono da anni per garantire loro una vita tranquilla in piena sostenibilità con l’uomo.
In Thailandia, nella Provincia di Chang Mai, è attiva l’associazione animalista Elephant Nature Park che accoglie animali sfruttati promuovendo un turismo più etico, che abbracci il contatto tra uomo e animali attraverso esperienze di volontariato.
In Sri Lanka si trova l’orfanotrofio degli elefanti che accoglie animali vittime di sfruttamento o feriti dalle mine ancora nascoste nella foresta.
In Africa, invece, l’associazione animalista RESCUE è il primo progetto di orfanotrofio affidato alla comunità locale che, in questo modo, posiziona la tutela degli animali al centro della propria economia.

Come aiutare gli elefanti

Ognuno di noi può fare molto per dare un supporto concreto alla salvaguardia di questo prezioso animale:

  • sostenere economicamente le associazioni animaliste che operano in questo settore, acquistando gadget disponibili sui loro siti o con semplici donazioni, è un modo concreto per fare qualcosa.
    Alcune di loro mettono a disposizione anche dei programmi di adozione a distanza coi quali partecipare alle spese.
    È anche possibile svolgere periodi di volontariato presso molte di queste associazioni.
  • molti animali vengono utilizzati per un turismo non etico che li sfrutta per trekking “avventurosi” o per permettere ai turisti di fare una foto ricordo dietro ad un compenso economico. Questi animali vivono la maggior parte della loro vita alla catena, o costretti ad imparare esercizi per il divertimento del pubblico.
    Rinunciare a sovvenzionare questo tipo di turismo è un atto di coraggio capace di scoraggiare gli sfruttatori, interrompendo il flusso di denaro. Una fotografia non vale la vita di un’animale!
  • nel quotidiano è possibile aiutare gli elefanti acquistando prodotti che mettano al primo posto la sostenibilità: evitare i souvenir in avorio è senza dubbio un punto importante, ma anche scegliere alimenti e oggetti prodotti in modo etico dalle comunità locali può alimentare un mercato che non senta la necessità di sfruttare gli animali.
    Leggere le etichette e informarsi sulla provenienza del cibo è importante; alcune aziende utilizzano materie prime ottenute dal disboscamento o dalla deforestazione degli habitat dell’elefante per fare spazio a campi coltivabili. Evitare questi prodotti può fare la differenza!

Un futuro migliore

Un futuro migliore

L’elefante, simbolo di forza e intelligenza, è oggi una specie a rischio d’estinzione. L’uomo ne ha modificato l’habitat e ha reso questo prezioso animale un trofeo, mettendo a rischio l’integrità degli ecosistemi.
Sebbene i motivi di preoccupazione siano molti, molte associazioni animaliste stanno lavorano con progetti concreti per salvaguardare gli elefanti e posizionarli al centro di un meccanismo economico che prediliga la sostenibilità per il pianeta al profitto di pochi.
Altra buona notizia è che con il nostro comportamento possiamo fare tutti qualcosa di concreto per l’elefante, mettendo un po’ di attenzione nelle nostre abitudini e prendendo coscienza che le nostre azioni hanno un’influenza diretta sull’intero ecosistema-mondo. Da questo punto di vista salvaguardare l’elefante è prendersi cura di noi stessi!