Etici, vegani e sostenibili 6 marchi del fashion che sventolano bandiera green

Etici, vegani e sostenibili: 6 marchi del fashion che sventolano bandiera green

Abbigliamento vegano, etico, ma soprattutto sostenibile. I grandi e piccoli brands della moda si stanno muovendo in massa per dare vita ad un mercato che sappia inventare nuove regole per lo stile.
Non solo capi d’abbigliamento ma anche calzature, accessori e persino tappetini per agopressione (il nuovo must dello star system) si battono per ottenere certificazioni ecologiche e cruel-free.
Materiali ecologici, realizzati con prodotti di rifiuto come la plastica o gli scarti di lavorazione, oppure creati a partire da materie prime naturali e rinnovabili al 100% come Mylo, la fibra ottenuta dai funghi; lavorazioni industriali che diventano quasi sartoriali quando sono realizzate in modo etico e su misura; un mercato mondiale più a misura d’uomo che non rinunci alla creatività e all’eleganza, ma che sia maggiormente conscio del proprio impatto sul pianeta.
È questa la nuova moda che va di moda!
In un articolo, Privategriffe ha elencato famosi brand internazionali che si stanno impegnando verso una moda più green e sostenibile; in questo vedremo insieme 6 marchi italiani che stanno dando nuova linfa al settore grazie alle loro idee.

Come riconoscere la moda etica dal cartellino

La fashion/moda green è senza dubbio un mercato fiorente e tutti i brands si stanno muovendo in questa direzione. Ma per il consumatore com’è possibile essere certo che non si tratti solo di slogan? Informandosi!
Saper distinguere su un cartellino un “VVV+” da un “PETA” o da un “VeganOk” può davvero fare la differenza.

Certificare l’amore per gli animali

Sebbene le certificazioni internazionali che attestano l’eticità di un prodotto o di un marchio siano ormai molte, quelle ad oggi più diffuse in Italia rimangono la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) e la VeganOk che certificano un marchio come vegano/animalista/cruel-free.
Il certificato etico ideato da LAV (Lega Anti Vivisezione), altrettanto diffuso, prevede un sistema a step: la dicitura “V” indica un marchio che ha rinunciato alle pellicce, mentre quella “VVV+” (lo step più alto), è riservata ai brand che non utilizzano pelle, pellicce, lana, seta e piume per i loro prodotti.
GOTS, invece, è una certificazione internazionale che si occupa di garantire il rispetto di elevati standard di lavorazione tessile per quando riguarda le fibre organiche e biologiche.
In generale, ottenere queste certificazioni è l’attestazione di un ideale etico che le aziende hanno raggiunto modificando le loro filiere o creando nuovi sistemi produttivi (dalla materia prima alla lavorazione, dai diritti dei dipendenti alle emissioni durante le lavorazioni).

Abbigliamento made in green

Abbigliamento made in green

Molti marchi affermati stanno reinventando il loro stile: Gucci, ad esempio, ha recentemente annunciato di aver eliminato lana d’angora e pellicce dall’elenco dei propri materiali e, attraverso il portale Equilibrium si occupa di promuovere attività e battaglie per una moda più sostenibile.
Ma sono soprattutto i piccoli brand che stanno facendo sentire la loro voce all’interno della rivoluzione green.
Siamo molto felici di annunciare che il mercato italiano sta dando il suo prezioso contributo in questa battaglia sostenibile.

TU&TU, la moda su misura

Alle pendici del Carso, nel 2011, è nato TU&TU marchio femminile particolarmente attento alle esigenze del pianeta.
La loro filosofia ecosostenibile prevede non solo l’utilizzo di materiali ecologici e biologici certificati, ma anche un programma etico che passa dal rinunciare alla sofferenza degli animali alla tutela dei lavoratori.
TU&TU lavora su ordinazione: sul loro sito è possibile scegliere gli abiti preferiti dalle varie collezioni e ordinarli: solo in quel momento i capi verranno confezionati.
Questa filosofia permette di ridurre al minimo gli sprechi, di non avere capi invenduti e, per le clienti, di sfoggiare abiti unici realizzati solo per loro.

Una storia a lieto fine: Quagga

Nel 1883, allo zoo di Amsterdam, si spense l’ultimo esemplare di quagga, un equino africano cacciato fino all’estinzione per la sua pelle dai colori unici.
Con un processo selettivo chiamato breeding back, in anni recenti si è riusciti a riportare in vita questo animale e oggi si sta tentando di reintrodurlo nel proprio habitat. Il quagga è passato così, da animale estinto, a simbolo di speranza e rinascita, una fenice dell’era moderna.
Questa è la filosofia alla base di Quagga, marchio torinese certificato “VVV+”, 100% riciclabile e totalmente vegano/cruelty-free, che propone abbigliamento maschile e femminile per la moda autunno-inverno. Giacche, cappotti e felpe comode e calde senza nuocere a nessuno, con estrema gioia di tutti i pennuti.

Qualcosa di naturale, finalmente!

Altro marchio italiano, a dispetto del nome, è AlgoNatural che punta a diventare uno dei brand leader del settore della sostenibilità.
La certificazione GOTS (Global Organic Textile Standard) lo impegna ad una produzione etica che rispetti il motto della sostenibilità durante l’intera filiera, dalla produzione e lavorazione delle materie prime fino alla spedizione del prodotto.
Non possiamo ancora considerare AlgoNatural come un marchio totalmente vegano perché utilizza, oltre a cotone biologico, canapa e lyocell, anche prodotti animali come lana e seta: tuttavia l’Azienda s’impegna a utilizzare materie prime certificate a testimoniare l’assenza di sofferenza per gli animali. La lana, in particolare, è ottenuta da allevamenti non intensivi, biologici certificati, in cui gli animali sono curati con metodi completamente naturali (compresa l’omeopatia!).

Defeua: la fashion/moda con la carta d’identità

Questa volta ci spostiamo in Liguria, dove ha sede Defeua uno dei marchi più trasparenti presenti oggi sul mercato.
Lo slogan del brand è: “La tua grande rivoluzione è conoscere quello che indossi”; informare il consumatore è senza dubbio un traguardo raggiunto da questo marchio.
Ogni capo, per uomo, donna o bambino, realizzato con materie prime biologiche e sostenibili (come il cotone biologico, l’ecovero, il lyocell o il tessuto riciclato), è accompagnato da una vera e propria carta d’identità che racconta la progettazione, i materiali, l’idea ma anche la tracciabilità e il tipo di lavorazione. Non solo: ci sono anche i consigli per prendersi cura al meglio del proprio acquisto al fine di aumentarne la durata riducendo i rifiuti (ma ricordiamo che tutti i capi Defeua sono biodegradabili).
Il consumatore informato è sicuramente un obiettivo a cui mirare e Defeua si sta muovendo in questa direzione in modo molto trasparente.

Eco shoes

Eco shoes

L’abbigliamento è uno dei settori più interessati dal cambiamento ecologista in tutte le sue forme, ma forse non sai che ci sono anche aziende che stanno reinventando l’accessorio preferito dalle donne per offrire soluzioni sostenibili anche nel mondo delle calzature.

Opificio V: una stella verde brilla su Milano

Opificio V Milano è un brand etico innovativo che ha l’obiettivo di realizzare scarpe che non “calpestino” il pianeta.
Se quindici anni fa qualcuno ci avesse detto che un giorno avremmo coltivato le nostre scarpe, lo avremmo considerato fuori di testa, ma Opificio V Milano sembra la conferma di un futuro già diventato presente.
Totalmente vegano/animalista/cruel-free, questo marchio non utilizza pelli, pellicce o cuoio ma solo fibre altamente tecniche ottenute dalla lavorazione artigianale di cereali non-food biologici.
Altro aspetto positivo del brand è l’abolizione della classica scatola da scarpe in cartone, sostituita da sacchetti di carta riciclata che possono essere impiegati anche per altri scopi.

Le scarpe che seguono la tua fantasia

Ananas, bambù, eucalipto, ortica, canapa, mela, cactus, mais. Non sono gli ingredienti di una bevanda detox ma i materiali utilizzati dal marchio BellaStoria per la realizzazione delle proprie calzature.
Non si tratta però di un brand che ha solamente sostituito con prodotti vegani i materiali classici; BellaStoria si impegna per essere al servizio del cliente in maniera sostenibile, con spedizioni a basso impatto ambientale in confezioni 100% riciclabili.
Ma le sorprese non finiscono qui: BellaStoria consente anche una libera espressione alla fantasia del pubblico, permettendo al cliente di realizzare le proprie scarpe a seconda dei gusti e delle necessità, partendo da modelli classici e utilizzando una vastissima tavolozza di colori e materiali. In questo modo la scelta diventa un gioco divertente che piega le rigidità della moda al servizio di chi dovrà farne sfoggio. L’utente finale potrà quindi essere anche il progettista della calzatura.
Ogni articolo è realizzato in maniera del tutto artigianale e il 10% di ogni acquisto è devoluto ad associazioni a scelta del cliente. Un vero trionfo di innovazione!

Conclusioni

Molti brand si stanno muovendo convintamente verso la fashion/moda green. Questo mercato in buona parte da esplorare e dai confini molto elastici, permette ai marchi ampio spazio per creare – e ricreare – i loro modelli e le loro idee, rendendo la moda divertente e rivoluzionaria.
Anche marchi minori hanno facile accesso al settore e sono tra i più convinti di questa nuova filosofia etica.
Per il consumatore sono ormai a disposizione molte fonti attraverso le quali informarsi e capire ciò che sta acquistando, ma il nuovo vento di ecologia ha fatto della trasparenza e della fiducia una delle sue bandiere.
Quasi tutti i brand offrono al consumatore articoli e schede tecniche che illustrano i materiali utilizzati, diffondendo conoscenza e preparando il cliente all’acquisto responsabile.
Per nostra fortuna oggi vestire ecologico, biologico e vegano/cruel-free è diventato più facile a patto che si voglia prendere coscienza di ciò che indossiamo.
Scegliere indumenti, accessori e calzature che possano vantare non solo la loro peculiarità animalista ma anche la tracciabilità dei loro processi produttivi è diventato trendy, all’insegna di un ruolo più attivo da parte del consumatore non più ultimo anello della moda ma ingrediente essenziale delle nuove tendenze del mercato.